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Goddi, il nutrizionista nuorese che ha tenuto in forma la Juve

  • Immagine del redattore: Luca Urgu
    Luca Urgu
  • 14 giu 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Quattro anni intensi vissuti a Torino poi la scelta di tornare nella sua città

di Luca Urgu

Nuoro La bilancia non è un’ossessione ma uno strumento con cui confrontarsi anche quotidianamente per raggiungere performance migliori. Nell’olimpo del calcio, quando anche i minimi dettagli fanno la differenza, non si può tralasciare nulla. E una corretta alimentazione è basilare quanto mandare giù a memoria uno schema del mister. Gestirsi in campo e fuori dal campo tenendo a debita distanza eccesso di zuccheri e calorie, senza demonizzare i carboidrati («sono la benzina dell’atleta») è poi un mantra tra i professionisti. Per questo la figura del nutrizionista è ormai integrata nello staff medico e si muove all'unisono con la squadra in casa e in trasferta.

«Ronaldo è un grandissimo professionista. Conosce perfettamente il suo fisico e come alimentarlo. Malgrado le sue competenze esisteva sempre un confronto. E aveva voglia di apprendere cose nuove»

Andrea Goddi, 41 anni, nutrizionista nuorese, ha vissuto e vinto per 4 anni intensi (1 scudetto, 1 coppa Italia e 1 Super Coppa Italiana), questa esistenza ad alto tasso di adrenalina. Al servizio della Juventus, la squadra della Torino bene, la più amata (e odiata) d’Italia. Tra l’altro da tifoso bianconero.


Dopo quasi un lustro ha però deciso di tornare nella sua Nuoro, dove all'inizio della professione aveva aperto lo studio.


«Non è stata una decisione facile ma ben ponderata, ci ho riflettuto a lungo. Sentivo di riprendere il percorso professionale nella mia terra, soltanto interrotto per questa bellissima ed avvincente parentesi”, racconta Andrea.


«La nostra Sardegna è davvero il posto ideale dove riprendere a praticare la mia professione, ma allo stesso tempo il luogo dove investire il proprio tempo libero. Forse sentivo anche la necessità di riprendere un percorso ad ampio spettro nel vasto campo della nutrizione. A contatto diretto con la vita reale e le problematiche della gente. Decisamente una cosa diversa rispetto al contatto esclusivamente con atleti. Con loro è spesso una questione di dettagli, di integrazioni e di monitoraggio di una serie di parametri super stimolati dall’intensissima attività atletica che svolgono tra partite e allenamenti».


La vita nei grandi club va a velocità sostenuta. Ritmi forsennati non solo per gli atleti in campo, ma anche per staff medico e dirigenti. In pratica non ci si ferma mai. Si prendono gli aerei come un normale cittadino prende un caffè al bar.


Esperienze belle, formative e dal sapore internazionale, ma ogni tanto viene voglia di scendere dall’astronave.


«Mi pareva il momento giusto, anche se sono felicissimo di aver vissuto questa esperienza totalizzante e molto formativa in una città e in una società che mi ha accolto e non mi ha mai fatto mancare nulla», racconta il nutrizionista nuorese che in questi anni ha stabilito un bel rapporto con tanti atleti bianconeri, «si diversi mi hanno scritto augurandomi il meglio. In effetti quando si vive gomito a gomito per anni e si lavora per un obiettivo comune è normale oltre che auspicabile che si creino dei rapporti di stima e vicinanza», dice Andrea Goddi.


È stato così anche nel suo caso dopo aver seguito la squadra per oltre 200 partite e aver lavorato con tre grandi allenatori: Sarri, Pirlo e Allegri. E diviso lo spogliatoi con campioni del calibro di Ronaldo, Chiellini, Buffon, Bonucci e Higuain («Con me ha perso peso»), Di Maria e altri ancora.


Tutti sanno dell’attenzione maniacale verso il suo corpo e la cura dell’alimentazione del portoghese. «Ronaldo è un grandissimo professionista. Conosce perfettamente il suo fisico e come alimentarlo. Malgrado le sue competenze esisteva sempre un confronto. E aveva voglia di apprendere cose nuove», sottolinea.


Tornare in Sardegna rappresenta una nuova partenza, ma anche la patria che ha le sue eccellenze dal punto di vista sportivo. «Cagliari e Torres nel calcio, Dinamo nel basket sono dei grandissimi professionisti. Li guardo con attenzione da sempre, il nostro orgoglio da sardi e sportivi».


«Non è stata una decisione facile ma ben ponderata, ci ho riflettuto a lungo. Sentivo di riprendere il percorso professionale nella mia terra, soltanto interrotto per questa bellissima ed avvincente parentesi”
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Articolo del 26 settembre 2023 per La Nuova Sardegna



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